La voce dei Tifosi

  • La Longobarda a “B come sabato” porta in alto il nome di Salerno

    La Longobarda, la società del patron De Nicola, ricca di tifosi granata doc, ha tenuto alto il nome di Salerno dando esempio di fair play, di solidarietà e spirito di gruppo. Durante la giornata di sabato, nel match di campionato contro l’Atletico pagani, terminato 1-1, la trasmissione di RAI 2 “B come sabato”, nonostante i tristi eventi di questo weekend, ha portato avanti l’evento secondo scaletta ma ha dovuto per forza di cose ridurre il tempo a disposizione della società salernitana che però è riuscita a distinguersi ed a portare un momento di allegria. Sulla pagina facebook della Longobarda i ringraziamenti della squadra: “Sono stati due giorni indimenticabili culminati con la bellissima diretta di ieri su RAIDUE. La sfortuna ha visto ridurre sensibilmente lo spazio che ci è stato dedicato, ma è stata comunque un’esperienza unica ed eccezionale raggiunta solo con la nostra passione senza l’aiuto o la raccomandazione di nessun amico eccellente o importante. Ringraziamo la direzione nazionale della Lega Nazionale Dilettanti che ci ha scelto, la RAI che ha impiegato notevoli mezzi ed uomini, il simpaticissimo Gianluca “Scintilla” Fubelli, la Polisportiva Nikè per la grande collaborazione e tutti gli amici che ci hanno sostenuto. Ad maiora, anche se sarà molto ma molto difficile…”

    Di seguito il link per vedere la trasmissione su Raiplay

    https://www.raiplay.it/video/2018/11/B-come-Sabato-2a6b9872-547e-4c15-bdb7-f8b4af8390f0.html

  • La Longobarda porta la Rai a Salerno

    Un sogno che diventa realtà;  la Longobarda Salerno sarò domani, 8 dicembre in diretta su Raidue. La società nata nel 2006 per volere di Giovanni De Nicola, Christian Verderame, Vito Nigro, Antonio di Maio e altri amici,  sarà protagonista della puntata del programma di Raidue “B come Sabato”.  Saranno girati servizi televisivi in occasione della partita del Campionato di Seconda Categoria contro l’ ASD Atletico Pagani, con inizio alle ore 15,00 sul campo “Andrea Bolognese” di Capezzano. Una società che in pochi anni ha fatto parlare tanto di se portando avanti tanti progetti importanti specie nel sociale; una società con tanti cuori granata (il sabato e/o la domenica i ragazzi di mister Canà, alias Antonio Marinari, pongono un occhio alle proprie partite ed un occhio alla società di Lotito e Mezzaroma e, quando possibile scappano dai campi di periferia allo Stadio Arechi per tifare Salernitana) che si sono tolti anche tante soddisfazioni, come vincere il campionato di terza categoria e la Coppa Disciplina nel 2015, come consocere e consegnare una targa al vero Oronzo Canà, ovvero Lino Banfi e come portare un sorriso a chi ne ha bisogno con collaborazioni con tante realtà che operano nel sociale. Fili d’erba, Mentoring USA-Italia Onlus, Smaisoli Onlus, Obiettivo Amare, Mensa dei Poveri San Francesco sono solo alcuni dei nomi con cui la Longobarda ha prestato il poprio aiuto. A proposito di Salernitana, nel 2012, il sodalizio salernitano ha avuto lla soddisfazione di sfidare il Salerno Calcio sul manto erboso dello Stadio Arechi, grazie ad un tifoso e amico DOC: Italo Leo attuale medico sociale della Salernitana. Parlando di novità domani, in occasione delle telecamere RAI, sugli spalti del Bolognese sarà presente una delegazione dell’Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma (http://www.ailr.it) che coglierà l’occasione per raccogliere fondi per la cura di questa malattia che colpisce i neonati. Con soli 7 euro si potrà comprare una stella di Natale di cioccolato e contribuire a sostenere questa grande associazione.

  • Quel 4 maggio 1997, un gemellaggio nato in nome di Roberto Bani

    Sono passati più di vent’anni dal quel giorno, quel 4 maggio 1997, quando Roberto cadde dagli spalti dell’Arechi e perse la vita qualce giorno dopo nel prelsso ospedaliero salernitana dove era ricoverato. Quel giorno triste diede il via ad un gemellaggio calcistico tra le tifoserie di Brescia e Slernitana he ogni anno si rafforza sempre di più e con la voglia di non dimenticare mai chi ha perso la vita per la propria squadra del cuore. A tal proposito vogliamo ricordare questo gemellaggio con una nota di un pò di tempo fa che è stata pubblicata sul blog “La Tifoseria Bresciana” e riportata anche da altri giornali tra cui granatissimi-ottopagine. Tale gemellaggio è stato, tra l’altro, sancito anche ieri, nell’inaugurazione del club La casa della salernitanità nel centro storico cittadino. E’ stata dedicata una parete ai “fratelli bresciani”, così come anche a quelli del Bari, a dimostrazione dell’affetto e dell’unione tra queste tifoserie.

    Brescia-Salernitana: un gemellaggio che si rafforza ogni anno!

    Non tutti sanno che questo gemellaggio è da ricondurre sostanzialmente al 4 Maggio del  1997 (anche se l’amicizia è nata già prima ) ,  tredicesima giornata del campionato di Serie B, la Salernitana ospita le rondinelle  che alla fine della prima frazione di gioco sono sotto per 3-0. Durante l’intervallo nel settore ospiti accade la tragedia: Roberto Bani  (ultra del Brescia) batte in maniera violenta con la testa sui gradoni dell’Arechi.
    Dopo 6 giorni all’Ospedale di Salerno, Roberto volò in cielo.
    I salernitani sconvolti dall’accaduto raccolgono contributi per aiutare la famiglia di Roberto, stessa cosa ovviamente  fanno i supporter bresciani.
    I sostenitori campani cercarono  di stare vicini alla famiglia di Roberto nei giorni della sofferenza, con ospitalità e solidarietà.
    Negli anni si susseguono tanti striscioni: “Roby-Salerno. Uniti nel cuore: grazie”  il messaggio dei bresciani , ” Roberto Bani: un ultras non si dimentica”, il messaggio dei campani.
    Negli  ultimi anni la tifoseria granata non ha mai fatto mancare la sua vicinanza alla tifoseria bresciana sopratutto dopo la morte di Andrea Toninelli, tifoso bresciano morto dopo l’incidente di ritorno dalla trasferta di Livorno.
    “Da Ciro a Vincenzo, da Simone a Giuseppe, da Aldo fino al Siberiano. Rendiamo omaggio all’Amico Salernitano”. Questo lo striscione invece esposto nella Curva Nord del Brescia all’ingresso in campo delle squadre a settembre. Un messaggio che è stato accolto dagli applausi dei sostenitori del “cavalluccio”.
    Non importa quale sarà il risultato , di sicuro anche questa volta sarà una festa sugli spalti 

    Roberto Bani, uno di noi !

    Sono passati ormai 11 anni da quella tragica trasferta, ma ricordo ancora molto bene la disperazione di quei cinquanta ragazzi che avevano raggiunto Salerno pieni di gioia, fierezza ed orgoglio bresciano. La maggior parte arrivò in treno, qualcun’altro in macchina (non c’era ancora la netta contrapposizione di Mentalità e di settori che esiste oggi, ma la situazione non era comunque delle migliori). L’accoglienza da parte degli Ultras Salernitana fu pacata e rispettosa. L’amicizia che oggi ci lega alla loro Curva non era ancora nata, ma il rispetto era forte e reciproco. Non ci fu quindi nessun problema o tensione con loro. Quello che successe all’interno del settore ospiti, durante la partita, fu semplicemente una disgrazia che colpì duramente la nostra Curva. Un banale spintone che, tragicamente, fece cadere Roberto all’indietro. Su quegli scalini di cemento, si spense di colpo la felicità che ci aveva accompagnato fino a quel momento (nonostante si perdesse due a zero) e fu sostituita dalla disperazione, dallo sgomento ed in seguito dalla rabbia. Infatti, ci rendemmo conto immediatamente della gravità di quel gesto tanto assurdo quanto involontario. Chi per primo soccorse Roberto Bani, capì immediatamente che soltanto un miracolo lo avrebbe risvegliato. Io me ne resi conto molto più tardi, forse perché non volevo o non potevo accettare un simile destino. La partita, inutile dirlo, per noi finì in quel momento. Ripiegammo lo striscione ed uscimmo dal settore. Qualcun altro restò fino alla fine e, al termine della partita, ”invase” il rettangolo di gioco, sfogando tutta la sua rabbia contro chi, all’oscuro di tutto, aveva continuato comunque a ”giocare”. Sicuramente i giocatori non potevano rendersi conto di quanto era successo, anche se la partita fu sospesa per qualche minuto per consentire l’intervento dal campo dei medici. Chi invece ebbe delle gravi responsabilità in questa vicenda, anche se non vorrei neanche nominarla, fu proprio la nostra società che, forse per paura di essere coinvolta e quindi penalizzata, si guardò bene dall’interessarsi dei suoi tifosi (il lupo perde il pelo ma non il vizio !). Al contrario, la città ed il grande pubblico di Salerno si interessarono alla vicenda, stringendosi intorno alla famiglia di Roberto durante gli ultimi giorni della sua vita e rimediando alle mancanze, ai doveri ed alle responsabilità della nostra società. Purtroppo, tutta la solidarietà e l’affetto dei salernitani non bastarono a far rivivere Roberto. Neanche i tentativi dei ragazzi del gruppo “Sezione” (che si erano fermati a Salerno per non lasciarlo solo) di risvegliarlo dal coma servirono a molto. La notizia della sua morte me la diede proprio uno di loro mentre, insieme ad un amico, stavo ritornando a Salerno per poterlo salutare. Fu una botta tremenda. Quando giungemmo a destinazione l’ospedale era ormai chiuso, quindi non potemmo dargli neanche l’ultimo saluto. Nonostante la disperazione, passammo comunque una serata in compagnia di ragazzi straordinari, che ci fecero sentire come fossimo a casa nostra. Questo ci risollevò molto, anche perché ci rendemmo conto che la famiglia di Roberto non era stata lasciata sola da tutti durante quella tragica settimana. Ripartimmo da Salerno prima di mezzanotte, anche perché il giorno dopo si giocava col Genoa e, assolutamente, non volevamo mancare alla prima partita con Roberto che ci seguiva dall’alto. Nel primo tempo si decise di restare in silenzio e tutti rispettarono questa decisione (non crediate che fosse così facile e scontato, allora la Curva non era così unita, ”rispettosa” e matura). Poi, oltre ai cori potenti per Roberto, ci furono dure contestazioni nei confronti della società, rea appunto di essersi comportata con molta leggerezza. Oggi, molti di quelli che allora sfogarono violentemente la loro rabbia hanno già dimenticato e sono persino giunti a premiare il presidente che si macchiò di tanta ”infamia”. Noi no ! Noi non dimentichiamo ! E quando facciamo il coro per Roby Bani un po’ di rabbia da quel coro esce ancora.

    Fonte: Dal libro ”C’è baruffa nell’aria” degli Ultras 1911 Curva Nord (Brescia) pubblicato anche sul blog saladellamemoriaheysel

  • La Casa della Salernitanità: inaugurato il club da Colantuono, Micai, Schiavi,Bocalon, Mantovani, Genovese e Avallone

    “Non puoi mancare perché…ad ogni tuo appuntamento, forte è il nostro sentimento”. E’ partito da questo slogan, l’invito alla cittadinanza a partecipare all’apertura de “La casa della Salernitanità”, con sede presso il vicolo Pietra del pesce, nel cuore del centro storico cittadino. Inaugurazione avvenuta oggi alle ore 18, con la presenza di un consistente numero di tifosi granata, di tifosi arrivati anche da Bari, Reggio Calabria e Brescia a sugellare la fratellanza sportiva che orami dura da tanti anni. Uniti dalla passione sportiva, fin dalle ore 16 si sono innalzati al cielo cori e canti dei tifosi che hanno preceduto l’apertura ufficiale della sede benedetta prima del taglio del nastro. Un lavoro encomiabile da parte dei ragazzi del centro storico per aver dato alla luce un vero e proprio museo della Salernitana, una delle più belle sedi mai viste. La Salernitana non ha voluto far mancare la sua presenza ed è intervenuta con una delegazione di tutto rispetto. Sasà Avallone ha presenziato accompagnato da mister Stefano Colantuono, Raffaele Schiavi, Valerio Mantovani, Riccardo Bocalon, Alessandro Micai e Gigi Genovese. Gli stessi hanno consegnato un pallone autografato da tutta la squadra da mettere in bella mostra nella sede. Un ricco buffet e una coreografia con fumogeni granata e cori continui degni della migliore curva sud -Siberiano (ovviamente è stato ricordato più volte il buon Carmine Rinaldi ‘o Siberiano) ha poi concluso la felicissima serata.

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