Serie B

Serie B a 19 o 22 squadre? E l’Avellino chiede il ripescaggio o 30 milioni di euro alla FIGC

C’è la sosta di B, non ci saranno partite di campionato ma allo stesso tempo la serie cadetta sarà sotto i riflettori per la famosa decisione del Collegio Arbitrale del Coni sulla questione relativa al format ed agli eventuali ripescaggi. Infatti la base della discussione verte sulla legittimità del campionato a 19 squadre o se deve tornare a 22 oltre la situazione del Novara Calcio che ha presentato ricorso contro la delibera 54 del 30 maggio 2018 sulla cancellazione del punto D4. Se dovesse cambiare il format si comunicherà i nomi delle tre ripescate ed eventualmente la loro integrazione nel calendario. Catania, Novara e Ternana dovrebbero essere le tre papabili ma non è del tutto certo viste le situazioni anche del Siena, della Pro Vercelli, dell’Entella e anche dell’Avellino he negli ultimi giorni ha fatto sentire la sua voce.

Il caso Avellino

L’Avellino torna a sperare nel ripescaggio dopo l’esclusione in serie B e di conseguenza dopo essere stato bocciato dal Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Il 13 settembre si discute il ricorso al TAR. Ricordiamo che l’Avellino di Taccone è stato estromesso dalla cadetteria meno di un mese fa a causa di inadempienze amministrative, ma la società irpina contesta la disparità di trattamento rispetto ad altre società che hanno vissuto la medesima situazione dei biancoverdi. Nel Comunicato ufficiale numero 59 del 30 agosto 2018 il Commissario straordinario della Federcalcio Roberto Fabbricini ha reso noto che oltre a dieci società di Serie C, anche due di Serie B, ovvero Lecce e Palermo, hanno ottenuto l’iscrizione al campionato grazie alle fidejussioni rilasciate dalla Finworld. Ed è alla verifica decisiva della Covisoc del 12 luglio in merito a ciò che l’Avellino punta il dito adducendo che rosanero e giallorossi non erano nelle condizioni di essere iscritti al campionato cadetto in quanto situazione simile ai biancoverdi. Questa diversità di trattamento ha convinto il presidente Walter Taccone a richiedere che la Figc la riammissione in B, pena un’azione risarcitoria pari ad almeno 30 milioni di euro visto che l’estromissione è avvenuta nonostante il pagamento di stipendi, oneri contributivi e previdenziali e al ripianamento di perdite per una somma complessiva di circa 5 milioni di euro. Fu la polizza fidejussoria rumena Onix Assigurari perché priva di rating a causare la bocciatura biancoverde anche perché il ricorso alla Finworld in seconda battuta fu fatta fuori dai termini perentori, secondo la Figc. Non è da escludere che venga proposto all’Avellino l’ammissione al prossimo campionato di Serie C e l’effettiva rinuncia alle azioni risarcitorie della stessa nei confronti della FIGC.

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