Nicola Roberto

  • Le colpe di Lotito e la stoccata di de Luca che sa di pentimento

    Il principale artefice delle fortune e delle disgrazie di un’azienda è sempre il suo proprietario. Ciò vale anche nel calcio, sempre meno azienda atipica perchè, purtroppo, il calcolo e l’interesse sono gli unici valori che stanno a cuore, e scusate il gioco di parole, a chi investe in questo sport. Ci sono le eccezioni alla regola, ma sono sempre più rare perchè il calcio è un mondo chiuso, che non vede di buon occhio innovazioni ed elementi di novità: se un presidente ragionasse più col cuore che col portafogli, infatti, quanti affari salterebbero, quante cattive abitudini si estinguerebbero, e si può mai immaginare che chi col calcio vive possa mai tollerare una cosa simile? Non siamo nostalgici e nemmeno vogliamo iscriverci al club degli ultimi romantici, ma siamo certi di una cosa: se nel calcio moderno bisogna ponderare bene ogni spesa, è pur vero che la passione, il rispetto per i tifosi e la dignità non possano scomparire del tutto. Claudio Lotito ha tanti meriti nella gestione della Lazio ed anche nella scalata dalla D alla B della Salernitana, ma ora deve scegliere cosa fare da grande. Le parole di Vincenzo De Luca, che vanno contestualizzate e non sono certo marchiate dal dogma dell’infallibilità, impongono al patron una ulteriore riflessione. Non sono più i semplici tifosi o una parte della pubblica opinione a sollecitare una sua presa di coscienza, ma anche il Governatore, nonchè Sindaco di Salerno all’epoca del bando del 2011, a chiedergli di rilanciare o di girare la palla a qualcun altro. Non sappiamo se ci sia un imprenditore pronto a subentrare al timone della Salernitana, ma sappiamo che, al momento, una gestione minimalista e distaccata quale quella attuale non esercita alcun richiamo, anzi sta producendo una evidente fuga dall’Arechi ed una eutanasia della passione. E’ questo il prodotto del quarto anno di approssimazione ed indifferenza con cui è stata affrontata la serie B da una proprietà che continua colpevolmente a delegare responsabilità tecniche e gestionali ad Angelo Mariano Fabiani che, in quanto plenipotenziario del club, è a tutti gli effetti da invitare a comparire sul banco degli imputati. La principale colpa di Lotito e di Mezzaroma è quella di aver accettato un modo di fare calcio che porterà anche qualche buon risultato a livello economico ma che è superato, obsoleto, grigio e senza slanci e che sta allontanando la gente dalla Salernitana, resa una cosa senza anima e senza sapore da un dirigente che non è in grado di scegliere calciatori di prospettiva, che si affida sempre ad elementi in là con gli anni, che cambia allenatori come se fosse una procedura normale e non eccezionale, che non è riuscito con le sue strategie a creare una base, una ossatura di squadra tale da far sì che, al quarto anno in B, la Salernitana avesse una struttura tecnica valida. Non faremo l’esempio del Cittadella, che a gennaio ha ceduto Strizzolo e lo ha rimpiazzato con Moncini, autore già di sei gol, perchè ci rendiamo conto che quel club è una vera e propria isola felice, ma non si può accettare il fatto che a Salerno sia stato ingaggiato un attaccante che non fa gol, o siano arrivati calciatori che non hanno mai avuto una condizione fisica accettabile, o che ad altri sia stato rinnovato il contratto mentre erano in infermeria da cui ancora non sono usciti. Le colpe di Lotito stanno nell’aver finora avallato tutto ciò, senza mai essersi degnato di spiegare e, soprattutto, di aver consentito a Fabiani di offendere Salerno e quei tifosi che hanno chiesto conto del suo operato. Ora, però, bisogna fare molta attenzione perchè il campionato è tutt’altro che finito. Dopo la sconfitta col Crotone, ora la Salernitana deve conquistare la salvezza e dovrà sudarsela perchè a Livorno non sarà facile ed il Venezia verrà all’Arechi col coltello fra i denti. Come fece nel 2016, Lotto ha pensato di richiamare Leonardo Menichini, che sarebbe stato l’uomo giusto già a dicembre. Il patron ci è ricascato come nel 2014, quando delegò a Mezzaroma e Fabiani la scelta dell’allenatore per il post Perrone. In quell’occasione fu chiamato Gregucci, poi esautorato da Lotito dopo la sconfitta nei playoff col Frosinone. Incassata la quinta sconfitta interna, la quarta dopo l’addio del dimissionario Colantuono, Lotito è chiamato a riprendere il pieno controllo delle operazioni. Ora la Salernitana ha un obiettivo: la salvezza. Chissà se toccherà a Gregucci o a Menichini portare in porto la nave, di sicuro per i patron e Fabiani la piega che ha preso il campionato sa di bocciatura ed impone un sentito mea culpa con tanto di scuse verso la città. Un segnale di apertura, poi, sarebbe la cancellazione della giornata granata o quanto meno il varo di iniziative simpatia in occasione della stessa per riavvicinare la gente alla squadra. Ora c’è da salvare la Salernitana, ma a giugno, quando si celebrerà in tono dimesso il centenario che è diventato una ricorrenza per pochi, bisognerà azzerare tutto. Salerno merita di più. Salerno merita una società ambiziosa, che ragioni anche col cuore e non solo col portafogli, che si apra alla città e che si avvalga in tutti i settori di uomini capaci di un’apertura mentale che, onestamente, in questo quadro attuale non si scorgono.

  • Il campionato aspetta la Salernitana

    Il campionato di serie B più anomalo degli ultimi anni non poteva che essere così come si sta rivelando: equilibrato e mediocre, se si vuole, ma anche per questo ancora aperto ad ogni soluzione. Se il Brescia, pur soffrendo, non perde colpi, le altre procedono a strappi. Sintomatico quanto sta accadendo al limitare della zona playoff. Ogni settimana c’è chi cade e chi fa un piccolo passo avanti, salvo, poi, fermarsi a sua volta nella giornata seguente. Il Cittadella ha sconfitto il Lecce e, nonostante tre sconfitte di fila, è di nuovo in zona playoff mentre Perugia e Salernitana, pur sconfitti nell’ultimo turno, non sono certo lontane dai granata veneti nè dallo Spezia che ha perso due partite di fila, subendo altrettante rimonte, eppure resta nella griglia degli spareggi promozione. E’ chiaro che chi sta faticando a trovare continuità di rendimento e, magari, acciufferà per i capelli le ultime due posizioni utili per accedere ai playoff non avrà dalla sua, al momento della verità. nè i favori del pronostico nè del calendario, visto che settima ed ottava giocheranno fuori casa la gara secca del primo turno. Tuttavia, in una stagione assai strana e particolare non si possono escludere sorprese in tarda primavera, per cui sarà bene quanto meno farsi trovare al posto giusto, cioè nella griglia delle squadre che lotteranno per la terza promozione. La Salernitana a Verona ha perso l’occasione per riagganciare il treno e deve prendersela con se stessa prima ancora che con fattori esterni ed imponderabili. Ecco perchè non potrà più sbagliare in casa, dove con Gregucci ha perso tre volte su quattro, e martedì con la Cremonese avrà un solo risultato da centrare: la vittoria che manca all’appello all’Arechi dal 23 dicembre scorso. Due mesi dopo, osiamo pensare, sarebbe ora di rompere il digiuno.

  • Salernitana, il silenzio non è d’oro

    Il silenzio non sempre è d’oro. Non lo è, di certo, nel caso di Angelo Gregucci che non ha voluto soddisfare la curiosità dei cronisti – ed anche dei tifosi – in merito al suo pensiero sul mercato condotto dalla società e che gli ha portato in dote due terzini sinistri (Memolla e Lopez), Minala e Calaiò, ossia un mediano ed un attaccante. Il tecnico non si era tirato indietro nelle conferenze stampa post gara quando il mercato era ancora aperto, chiarendo sempre il suo pensiero circa la necessità di integrare la rosa con elementi di qualità in tutti i reparti. Gregucci avrebbe potuto e dovuto dichiarare soddisfazione o meno per quanto fatto dal ds Fabiani e dalla proprietà fino al 31 gennaio e questo in omaggio all’onestà intellettuale che gli è sempre stata riconosciuta ed anche per rispetto nei confronti dei tifosi che, fino all’ultimo, avevano sperato in un paio di innesti che potessero guarire i mali della Salernitana: difficoltà a far girare la palla con velocità e precisione, scarsa spinta sulle fasce dove i terzini non riescono quasi mai ad arrivare sul fondo (a sinistra, dove sono stati alternati due destri, la difficoltà è apparsa ancor più lampante) e poca incisività in attacco dove Jallow da prima punta si sbatte anche tanto ma resta inconcludente. Gregucci, forse, aspetta di vedere cosa potranno dare i veterani Lopez e Calaiò, ma, di certo, se avesse reso pubblico il suo pensiero sul mercato, avrebbe potuto quanto meno ottenere un effetto: le sue parole sarebbero state messe agli atti, mentre il suo silenzio è sibillino perchè può lasciare intendere un certo imbarazzo nel dover confessare un malcontento, ma può anche essere scambiato come una sorta di approvazione tacita. Un altro equivoco nella stagione – l’ennesima – degli equivoci. Tattici e non solo.

  • Salernitana: mercato allo sprint come da prassi

    La Salernitana si riduce alle ultime ore di mercato, come da consolidata tradizione, per provare a rinforzare la rosa. Angelo Gregucci ha ribadito al patron Lotito la necessità di operare in entrata per colmare alcune lacune, in particolare in attacco. Il ds Fabiani proverà, dunque, a portare a casa almeno un esterno offensivo ed una punta centrale, espressamente richiesti da Gregucci. Per l’attaccante esterno sono due le piste più calde: una porta a Mustacchio del Perugia (che ha sondato Vitale ed ha proposto anche il centrocampista Bianco) e l’altra conduce a Baraye del Parma. Per il ruolo di prima punta, invece, si pensa sempre a Calaiò, ma tutto dipenderà dalle uscite. Il Venezia ha chiesto notizie di Bocalon e potrebbe offrire in cambio Litteri. L’Ascoli, interessato a Pucino, offre, invece, Ganz. La Cremonese continua a seguire Casasola, ma non è disposta a sborsare i due milioni e mezzo chiesti da Lotito per la cessione dell’argentino. Odjer ha prolungato fino al 2021 e sarà girato in prestito ad un club di terza serie. Il Rieti è in pole, ma ci sono sempre Reggina e Sicula.

  • Salernitana, niente alibi per non fallire

    La sconfitta con il Lecce non è stata certo un fulmine a ciel sereno. Dopo la vittoria di Palermo, infatti, ad un osservatore attento non era sfuggiti gli effetti collaterali dell’impresa del Barbera, rappresentati dalle perdite pesanti (Migliorini e Di Tacchio per squalifica, Akpa per infortunio) cui Gregucci avrebbe dovuto far fronte. E se alla fine il trainer pugliese ha schierato dal primo minuto un più che acciaccato Akpa, questo rende benissimo l’idea della situazione di emergenza che regnava in mediana. Minala è partito dalla panchina per via di una condizione fisica non ottimale, dovuta al fatto che non ha mai giocato nei primi sei mesi della stagione in corso. Di Gennaro è stato mandato in campo nel disperato assalto finale pur non giocando da oltre due mesi e chi ha dovuto riciclarsi in un ruolo non suo, ossia Castiglia, è andato incontro all’ennesima prestazione disastrosa. Ecco perchè, dopo la vittoria di Palermo, Gregucci per primo aveva auspicato l’arrivo dei “nostri”, ossia dei rinforzi. La società non ha provveduto per via dei rigidi paletti del salary cap e, così, il ko interno con i salentini non ha rappresentato una sorpresa, ma solo l’inevitabile conclusione di una settimana di preparazione al match difficile in cui sarebbe stata decisiva la presenza della società. Sul mercato non si è andati oltre l’ufficializzazione dell’ingaggio di Memolla, vice Vitale designato a patto che questi resti a Salerno (c’è Il Perugia in pressing). I risultati del fine settimana non chiudono la porta ai sogni di gloria, ma c’è bisogno che la società intervenga con forza sul mercato. Fino al 31 gennaio c’è la possibilità di farlo. Se Lotito vuole mantenere fede alla promessa di inizio stagione, non v’è altra strada che operare concretamente sul mercato per potenziare centrocampo ed attacco. Se poi non si sarà riusciti nell’impresa a causa del salary cap, questo sarà solo colpa di chi in estate ha speso male e non certo di altri.

  • Ganz, di padre in figlio con il granata nel destino

    Da Maurizio a Simone Andrea, la famiglia Ganz ha sempre la Salernitana nel destino. Maurizio ha sfidato i granata in vari momenti della sua carriera, segnando anche un gol pesantissimo (quello che aprì le marcature in Atalanta- Salernitana 2-1 del ’95, autentico spareggio per la serie A), una sorta di rivincita dopo quel pomeriggio in chiaroscuro del settembre del ’90, quando, con la maglia del Brescia, segnò una rete ma si fece anche parare un rigore da Battara nel successo esterno dei granata (doppietta di Pasa). Simone Andrea s’è rivelato con la maglia del Como, arrivando addirittura alla Juventus. Dai bianconeri campioni d’Italia a quelli dell’Ascoli il passo all’indietro non è stato certo indolore. Dopo la stagione al verona, trascorsa all’ombra di Pazzini, in cui segnò all’Arechi, contro la Salernitana di Sannino, uno dei suoi quattro gol in campionato, il figlio d’arte ha deluso a Pescara, trovando poco spazio alla corte di Zeman e non è certo riuscito a rilanciarsi ad Ascoli, anche se ha chiuso il 2018 con un gol importante per la squadra di Vivarini. Nel valzer invernale delle punte Ganz sarebbe in procinto di lasciare le  Marche, dove sognano Iemmello o Ciofani (la Cremonese ha preso Ceravolo, intanto), e potrebbe essere un’idea per la Salernitana nel caso di partenza di un attaccante, nello specifico Bocalon, corteggiato dal Venezia. Simone Andrea Ganz è nato il 21 settembre, un giorno non certo come gli altri per i salernitani. Quando si dice il destino…

  • Scusate il ritardo: Minala a Salerno per la terza volta

    A volte ritornano. Nel suo caso, però, non è una novità. Joseph Minala e la Salernitana: siamo al terzo atto di una storia di mercato che va avanti da tre stagioni. Nel gennaio 2017 il primo approdo in granata, in prestito dalla Lazio, poi, nell’estate successiva, arrivò il bis. Minala, al termine dello scorso campionato, tornò alla Lazio in quanto il regolamento vietava un terzo prestito alla stessa società ed anche perchè aveva il desiderio di cimentarsi su altri palcoscenici. Rimasto ai margini della rosa di Simone Inzaghi, al centrocampista del Camerun era venuta un po’ di nostalgia di Salerno. Lo scorso 23 dicembre era in tribuna e come spettatore d’eccezione vide tornare a vincere i suoi compagni grazie al gol di Vitale che stese il Foggia a tempo scaduto. Rimasto nei cuori dei tifosi granata per il gol dell’epica rimonta al Partenio, Minala è tornato nei radar della Salernitana che è riuscita a superare la concorrenza della Cremonese. Claudio Lotito lo ha spinto verso Salerno, dopo che il ds Fabiani aveva avviato la trattativa con gli agenti del calciatore nelle scorse settimane. Minala arriverà a titolo definitivo, forte di un contratto fino al 2021 con la Lazio che la Salernitana si accollerà e che potrebbe anche allungare di un anno. Classe ’96, non dovrà essere inserito in lista in quanto ancora in possesso dello status di under. La Cremonese potrebbe ora dirottare le sue attenzioni su Castiglia, che la Salernitana vorrebbe cedere. In uscita anche Palumbo ed Odjer. Su Perticone c’è il Pisa, mentre Mazzarani sta valutando alcune proposte. Tutto fermo per quanto riguarda l’attacco, reparto che solo nelle ultimissime battute di mercato potrebbe essere interessato da cambiamenti. Sul fronte cessioni, la Salernitana valuta ancora il destino di Casasola, che piace anche alla Cremonese (che ha offerto il terzino sinistro Renzetti e che potrebbe privarsi di Montalto), mentre per la fascia sinistra il casting resta aperto.

  • Salernitana, under nel mirino e per Stoian arriva un assist dalla Lazio.

    La Lazio gira l’esterno Lombardi al Venezia e chissà che l’arrivo in Laguna dell’ex Benevento non spinga Stoian verso Salerno. Il Venezia era sulle tracce del calciatore del Crotone, molto stimato da Zenga, ma l’arrivo di Lombardi potrebbe anche sottintendere la rinuncia al rumeno che la Salernitana sta corteggiando da diversi giorni, forte anche della volontà del calciatore di lasciare Crotone. Avendo la lista over piena, però, il club granata prova a rimpolpare la batteria di under. Nel mirino il centrocampista del Pisa, Zammarini, e l’esterno offensivo del Piacenza, Di Molfetta. Piace anche il romanista Marcucci (’99). La prossima settimana si discuterà col Verona di Casasola, mentre per Jallow resta aperto il discorso col Chievo per un eventuale riscatto anticipato. I due club, però, non si sono ancora incontrati. La Salernitana deve piazzare Signorelli e Bellomo e valuta il futuro di Vitale, la cui partenza, però, imporrebbe un doppio innesto sulla corsia sinistra. Piace il giovane Touba, offerto lo svincolato Dramè. Bloccate, per ora, le cessioni di Palumbo ed Odjer.

  • La Carrarese irrompe su Odjer, per Jallow riscatto e…

    Giorni decisivi per il futuro di Moses Odjer. Il ghanese è da tempo infortunato e, dopo l’ultima visita di controllo, è stato giudicato quasi pronto a rientrare in campo. Chissà se lo farà ancora con la maglia della Salernitana, visto che il club granata non ha chiuso le porte ad una sua partenza. Dopo il blitz tentato dalla Virtus Entella nei giorni scorsi, sul calciatore ghanese si è fiondato il Rieti di Ezio Capuano che è in forte pressing sull’agente del calciatore. Nelle ultime ore, però, c’è stato un sondaggio da parte della Carrarese, terza in classifica nel girone A del campionato di C1, che avrebbe superato la concorrenza. Odjer è in scadenza 2020 con la Salernitana e non ha ancora ricevuto dal club granata una proposta di rinnovo dell’accordo. Nei prossimi giorni si deciderà il suo futuro. Entella, Rieti, Sicula Leonzio ed ora anche la Carrarese sono in lizza. Il club toscano sembra in vantaggio, ma la Salernitana, che sta valutando anche le cessioni di Palumbo (Catania o Cosenza) e Mazzarani (da giorni il calciatore ha un’intesa col Catania) e deve liberarsi del contratto di Signorelli, non può sguarnire la mediana senza prima individuare i sostituti dei possibili partenti. Per Jallow, invece, da giorni Salernitana e Chievo hanno avviato i contatti per discutere del possibile riscatto già ora del cartellino del gambiano da parte del club granata. All’attaccante, autore di un solo gol finora, si sono interessati Pescara, Carpi, Padova,Venezia e Cremonese. Per Stoian, invece, è testa a testa con il Venezia che fa leva sull’ottimo rapporto tra il calciatore rumeno ed il tecnico Zenga.

  • Mercato: Testa a testa col Venezia per Stoian e rispunta Minala

    Il mercato non è ancora entrato nel vivo per la Salernitana. Il club granata ha dato la priorità alla cessione di Tiago Casasola. All’inizio della prossima settimana, il futuro dell’argentino sarà definito: il Verona è in pressing sul calciatore e la Salernitana è entrata nell’ordine di idee di cederlo già a gennaio per realizzare una cospicua plusvalenza. Due milioni di euro è la valutazione fatta dal club granata ed il Verona è disposto a sborsare questa somma, ma solo a giugno. Per adesso, infatti, gli scaligeri propongono un prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione. L’accordo, comunque, si troverà. Il ds Fabiani aspetta segnali dalla Lazio in merito a Djvan Anderson. Intanto, è rientrato dalla Pro Piacenza Kalombo, il quarto esterno destro della rosa granata che, invece, a sinistra annovera il solo Vitale. In bilico Odjer che è richiesto da Entella, Pordenone e Sicula Leonzio. Promessi al Catania, Mazzarani e Palumbo partiranno solo quando Gregucci avrà a disposizione altri centrocampisti. Per questo, si pensa ancora a Joseph Minala che, però, potrebbe tornare in granata solo a titolo definitivo. Il centrocampista del Camerun è legato alla Lazio da un contratto fino al 2021. Dal momento che Gregucci sembra intenzionato ad adottare un modulo in cui dovrebbero essere valorizzati gli esterni offensivi, la Salernitana si è mossa per Stoian, in rotta col Crotone da cui partiranno in molti. Sul rumeno c’è anche il Venezia, ma la società granata pare in vantaggio. Occhio al regista Barberis, anch’egli possibile partente dalla Calabria, che potrebbe tornare utile a Gregucci.

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