allenatore

  • Panchine di B: “a volte ritornano”; a Padova Bisoli per Foscarini e a Crotone Stroppa per Oddo

    Il Padova ha deciso di esonerare Claudio Foscarini a favore del ritorno di Pierpaolo Bisoli dopo ben cinque sconfitte consecutive. A Crotone invece Oddo rassegna le dimissioni dopo un disastroso bottino ovvero due punti in sette partite. La società pitagorica ha deciso di richiamare Giovanni Stroppa.

    Questo il comunicato del Crotone:

    “Il Football Club Crotone comunica che, nella giornata odierna, Massimo Oddo ha presentato le proprie dimissioni da allenatore della Prima squadra. La panchina è stata nuovamente affidata al tecnico Giovanni Stroppa, che nelle prossime ore raggiungerà la squadra. Nel ringraziare mister Oddo per l’impegno profuso, la Società gli augura un caloroso in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera”.

    Il tweet del calcio Padova:

     

  • Anche Tosto spera nel ritorno di Rossi

    La vicenda allenatore ormai ha preso l’attenzione di tutti, anche forse di più rispetto alla stessa partita delicata con il Foggia di domenica all’Arechi. Ad essere attenti a ciò che accade in casa granata anche gli ex calciatori ancora innamorati della casacca granata, quell’amore che forse questa società non ha ancora capito. Pisano, Grimaudo, Tudisco chi non li ricorda? Tra tutti vogliamo segnalare un bellissimo messaggio scritto da colui che sa cosa vuol dire macinare chilometri, un certo Vittorio Tosto.

    Sul suo Instagram il terzino granata ha scritto:

    Il tempo passa, l’eta’ aumenta e la forza diminuisce.
    La tecnica si ridimensiona e chi sa’ se i cavalli di ritorno hanno la forza per ripartire.
    Io dico che vale la pena riprovare.
    La fiammella farebbe prendere fuoco ad un intera citta’ e chi sa che nell’anno del centenario non si festeggi x ben due volte.
    Insomma io spero nel ritorno del buon Delio!
    Forza 1919

    Parole bellissime all’indirizzo della città e del suo profeta: Delio Rossi

  • Calori rinuncia al granata!

    Sembrava tutto fatto per l’allenatore ex Trapani Alessandro Calori; anche lo stesso Preseidente Lotito aveva manifestato il suo gradimento, ma è stato lo stesso ex difensore bianconero sponda Udine a defilarsi e a rinunciare all’incarico. Secondo alcune fonti il ripensamento è sato dovuto a dei messaggi poco piacevoli avuti dal tecnico sui suoi profili social che gli rimarcavano quello spiacevole fatto accoaduto nel 1998-99 collegto all’ormai nota lettera a Famiglia Cristiana e che scatenò un vero terremoto nel mondo del calcio. ricordiamo che Calori fu assolto dallessere il presunto scrivente di quella lettera e che noi abbiamo anche ricordato in un precedente articolo, ma a quanto pare i tifosi granata non credno alla sua assoluzione e hanno letteralmente bombardato Calori anche con offese e minacce. Ovvio che tali cose sono da verificare ma se fossero vere, noi di Salernitana.it non condividiamo e non appoggiamo. La protesta dci può stare ma la violenza in ogni sua forma assolutamente no ed auguriamo a Calori migliori fortune lavorative e professionali.

    Visto il forfait del ex dfensore anche del Perugia, che segnò alla Juventus e fece vincere lo scudetto alla lazio (e questo fu uno dei casi incriminati legati alla vicenda lettera che richiama al campionato 1998-1999), sembra che la società granata si stia ripombando su Gregucci con più insistenza, a meno che non ci sia qualche sorpresa dell’ultima ora. La piazza sogna ancora Rossi ma presumiamo che sia una pista difficile ma non impossibile.

  • Calori e il caso della lettera a Famiglia Cristiana

    Sempre più si sta accostando il nome di Alessandro Calori alla panchina della Salernitana. Orai sembra imminente la scelta del mister e sembra, da indiscrezioni, che la scelta possa esser proprio l’ex tecnico del Trapani che potrebbe essere scavalcato solo da Delio Rossi che molti danno ancora come probabile scelta, mentre calano le quotazioni di Gregucci e degli altri. Staremo a vedere. L’ex centrale dell’Udinese è stato al centro di un caso che scatenò un terremoto nel mondo del calcio. Ripercorriamo brevemente il fatto:

    LA LETTERA A FAMIGLIA CRISTIANA

    Il 27 agosto 1999, a pochi giorni dall’inizio del campionato 1999/00, il mondo del calcio viene scosso da una notizia clamorosa; un calciatore ha inviato una lettera al settimanale Famiglia Cristiana che l’ha pubblicata nella rubrica “Colloqui col padre” in uscita il 29 agosto.

    Questo il testo:

    Carissimo padre,

    ho pensato per tutta la notte prima di mettermi a scrivere e a raccontare tutto il peso che mi porto dentro. Volevo andare da un confessore, ma la grata non avrebbe nascosto il rossore. Poi mi sono ricordato che Famiglia Cristiana è una parrocchia di carta e allora eccomi qui. Sono un calciatore e mi sono venduto in una partita importantissima. Mi sono comportato in modo da danneggiare la mia squadra, allettato dalle promesse di un ottimo contratto; mi sono comportato male verso la mia vecchia squadra e i tifosi. Che brutto mondo, padre. Ma io non vivo più da quando ho fatto quello che le sto raccontando. Ho un peso dentro, la coscienza ferita, ho finito di essere un uomo. Nell’ambiente del calcio si fa questo e altro. Il giro dei soldi ha ucciso tutto e io ne sono rimasto vittima. La gente si allontana dal calcio, e fa bene. Forse se continua ad abbandonarci, questo sport ne trarrà giovamento e noi calciatori saremo meno vittime. So che ho falsato il campionato, ma chi mi perdonerà per quello che ho fatto?

    Un calciatore

    Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino scrisse: “motivi di riservatezza e di rispetto della persona, dovuti a tutti coloro che si rivolgono al Padre quasi come a un confessore, ci impediscono di rivelare nome del calciatore e circostanze più precise del caso”.

    L’INCHIESTA E LA REAZIONE DI ALIBERTI

    In meno di 24 ore, sono tre le procure che avviano un’indagine, quelle di Alba, la città dove si stampa la rivista, Torino e Roma. Il presidente della FIGC, Nizzola, si è spontaneamente presentato al procuratore di Alba, Luigi Riccomagno, dicendo “Se tutto è vero, la giustizia sportiva non farà sconti”

    l’Ordine dei Francescani che si schiera con Famiglia Cristiana, difendendola “da accuse ingenerose”, e invita il calciatore a uscire allo scoperto e a dire tutta la verità. Aniello Aliberti, allora presidente della Salernitana, chiede la sospensione dei campionati: “Guariniello mi ha detto che andrà a fondo e scoprirà cosa c’è dietro. Sospetti? Ho parlato di quello che ho letto sui giornali, di 5-6 gare di serie A. Siamo stati retrocessi per un punto, dovevo parlare per tutela della società e dei 4 morti avuti fra i nostri tifosi”. Ipotizza: “Ho dei sospetti: credo che dietro quella lettera ci sia qualcosa di più grande, manovre, pressioni, minacce, messaggi trasversali. Strano che questa lettera compaia proprio a ridosso del campionato. Scommesse? Chi lo sa, chi può escluderlo?”.

    Guariniello focalizza l’attenzione su due gare tirate in ballo dalle confessioni anonime: Udinese-Perugia 1-2 e Perugia-Milan 1-2. L’inchiesta procede su tre piani: ad Alba si indaga sul rifiuto di consegnare la lettera alle autorità giudiziarie. A Torino si indaga sui casi di combine nel calcio in generale. A Udine si indaga su una gara dove Guariniello ha raccolto elementi importanti.

    L’ARCHIVIAZIONE

    Il 5 febbraio 2000 la procura FIGC archivia il caso del pentito. Questo il comunicato della FIGC:

    “Il procuratore federale, esaminata la relazione dell’ufficio indagini, e rilevato che le approfondite indagini svolte anche in sede giudiziaria non hanno consentito, stante l’assoluto riserbo opposto dal direttore del settimanale, di pervenire all’identificazione dell’autore, ha disposto l’archiviazione degli atti”.

    Cinque giorni dopo è il turno della procura di Udine: “Nel campionato di calcio 1998/99 a Udine non furono commessi illeciti, in particolare nell’incontro Udinese-Perugia”, lo ha comunicato ieri il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale friulano Giuseppe Lombardi. “Da indicazioni e dichiarazioni eravamo stati indotti a indagare su possibili illeciti verificatisi a Udine e nel lavoro abbiamo avuto anche tutto l’appoggio della società friulana, che aveva l’ovvio interesse a dimostrare la propria estraneità. Avendo accertato che a Udine non ci furono illeciti e che, di conseguenza, anche il pentito non è dell’Udinese, chiederemo al giudice per le indagini preliminari di archiviare il caso. Altri particolari non possono essere al momento forniti, in quanto l’inchiesta sta proseguendo da parte di altre Procure e anche per quanto riguarda Udine, per correttezza, attenderemo il pronunciamento del gip. Sempre a Udine, invece, continua l’indagine sulla diffamazione a mezzo televisivo del calciatore Alessandro Calori, chiamato in causa nella vicenda del pentito”. Il 13 maggio 2001 arriva l’assoluzione per il direttore responsabile di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, e del redattore, don Antonio Rizzolo dal reato di reticenza. Entrambi si erano appellati al segreto confessionale.

    CALCIOPOLI 2006 E IL NOME DI CALORI

    Il 26 giugno 2006 l’arbitro Massimo De Santis ha presentato all’Ufficio Indagini, nell’ambito della questione “Calciopoli”, una memoria scritta in cui si dice che la Juventus avrebbe deliberatamente perso lo scudetto del 2000 e “avrebbe fatto in modo che fosse il difensore Calori a segnare il gol decisivo”. Riallacciandosi alla lettera inviata al settimanale Famiglia Cristiana, De Santis sostiene che il pentito fosse Calori e che la gara venduta fosse una sfida tra Udinese e Juve della stagione precedente. Secondo De Santis, la Juve avrebbe perso volontariamente a Perugia per soffocare lo scandalo, che stava per affiorare. La replica di Calori: “Querelerò De Santis. Come si permette questo signore di affermare certe falsità? Forse De Santis ignora che per la lettera ho già fatto una causa e aspetto giustizia”.

    RISARCIMENTO

    Nel 2007 Calori si gusta la rivincita. Il Tribunale di Milano ha infatti ritenuto che uno degli articoli pubblicati in quegli anni fosse diffamatorio nei confronti di Calori, visto che nel servizio si accostava esplicitamente il nome del calciatore all’anonimo pentito che si era rivolto a Famiglia Cristiana. L’articolo in questione era stato pubblicato il 29 settembre 1999 dal Corriere della Sera. Ora l’editore del quotidiano dovrà risarcire 20 mila euro all’ex capitano bianconero. La prima sezione civile del Tribunale milanese ha affermato in sentenza che l’articolo ha contenuti diffamatori e di fatto sancisce per la prima volta che Calori proprio non c’entra nulla con quella vicenda che aveva scosso il mondo del pallone.

  • Fumata nera per Gregucci, Calori in pole. Una voce clamorosa da Foggia

    Una voce clamorosa arriva da Foggia. La riportiamo così come l’abbiamo appresa. Tardo pomeriggio di oggi, squilla il telefono: è un collega pugliese che chiede della partita di domenica e della situazione allenatore. Poi la butta lì: da noi – è la sintesi di quello che dice – gira una voce che vuole come imminente l’accordo tra la Salernitana e Delio Rossi, ma si cercherà di non farlo esordire proprio contro il Foggia. Stop. La cronaca della giornata, invece, riferisce di un accordo mancato con Angelo Gregucci. L’allenatore pugliese per lasciare l’incarico di assistente del c.t. della Nazionale, Roberto Mancini, chiede un contratto biennale. Claudio Lotito, però, non vuole andare oltre un accordo fino al termine di questa stagione con opzione sul prossimo anno. Le parti si salutano. Mentre scriviamo dovrebbe essere in corso l’incontro con Alessandro Calori, nome fortemente sponsorizzato da Igli Tare che è stato suo compagno di squadra ai tempi del Brescia. Il tecnico aretino, però, non incontra i favori della piazza e verrebbe in un ambiente che, oggettivamente, gli sarebbe da subito ostile. La decisione finale sull’allenatore che dovrà sostituire Stefano Colantuono sarà comunque collegiale e coinvolgerà tanto i due proprietari, Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, quanto il direttore sportivo e plenipotenziario del club granata, Angelo Fabiani.

    Delio Rossi
  • A sorpresa spunta il nome di Gregucci

    Salernitana ad un passo dall’ingaggio di Angelo Gregucci. Il nome del tecnico romano spunta al culmine di una giornata frenetica, caratterizzata da una serie quasi interminabile di voci. Sembrava fatta per Calori, che però non ha riscontrato il favore dei tifosi letteralmente inferociti contro l’ex calciatore di Udinese e Perugia. Caduta anche l’ipotesi Rossi, ritenuto un nome troppo ingombrante per una società che ha bisogno di allenatori malleabili. Per Gregucci si tratterebbe della terza esperienza a Salerno dopo quelle del 2004 e del 2014, in questo secondo caso sempre al servizio della coppia Lotito Mezzaroma. Un nome, quello del tecnico romano d’adozione ma pugliese di nascita, che scontenta i tifosi e non contribuisce a rilanciare l’entusiasmo della piazza.

  • Colantuono si congeda da signore; lettera ai tifosi

    Grande professionalità da parte di un ecnico come pochi. A poche ore dalle sue dimissioni, Colantuono ha voluto slutare la piazza di Salerno con una lettera pubblicata sul sito ufficiale granata.

    “Queste poche righe per comunicare che con grande dispiacere, ho preso la decisione di fare un passo indietro e di rassegnare le dimissioni dall’incarico di responsabile della prima squadra, con la speranza e con il fine che l’ambiente possa rasserenarsi e trovare nuovo slancio per far ripartire la squadra.
    Il mio ringraziamento va alla Proprietà, ai dirigenti e a tutti i dipendenti della Salernitana che in questo mio anno di permanenza hanno cercato di rendere più agevole il lavoro.

    Un ringraziamento speciale va alla città e ai nostri splendidi tifosi che mai ci hanno fatto mancare il loro sostegno. Vi auguro di poter tornare quanto prima in serie A, ve lo meritate per passione, attaccamento e orgoglio.

    Un cordiale abbraccio a tutti. Forza Salernitana!”

    Stefano Colantuono

  • Salernitana, Delio Rossi non è solo un sogno

    Nelle ultime ore sono risalite le quotazioni di Delio Rossi nella corsa per la panchina della Salernitana. Nonostante abbia ufficialmente smentito l’ipotesi di un ritorno in granata, in realtà il trainer romagnolo sarebbe pronto a prendere le redini del gruppo lasciato orfano da Colantuono. Rossi sarebbe pronto a sottoscrivere un contratto di sei mesi, quindi fino al termine del campionato in corso, e si è detto certo di poter risollevare il gruppo dalla crisi senza dover ricorrere a particolari ed onerose operazioni di mercato. A fare da trait d’union tra Rossi e la Salernitana ci sarebbe Maurizio Manzini, dirigente della Lazio che gode di grandissima stima e fiducia da parte del patron Lotito, e legato al tecnico romagnolo da profonda amicizia. Un ritorno di Delio Rossi sicuramente riaccenderebbe l’entusiasmo dei tifosi, da sempre legati al “profeta”, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Sono sempre calde le piste seguite da Fabiani e che portano ad uno tra Cosmi, Gallo, Camplone e Baroni. Al momento sembra che proprio Cosmi sia in pole position per la panchina granata anche se da Roma il responsabile dell’area tecnica della Lazio, Igli Tare, propende per la soluzione Calori.

  • Beni sostituisce Colantuono…nell’ allenamento

    Roberto Beni sarà momentaneamente il sostituto di Stefano Colantuono. Lo ribadisce la società granata nel comunicato ufficiale che sancisce le dimissioni del tecnico di Anzio e che riportiamo in seguito integralmente:  “L’U.S. Salernitana 1919 comunica che in data odierna il Sig. Stefano Colantuono ha rassegnato le dimissioni da allenatore della prima squadra. Nel ringraziarlo per le prestazioni offerte e la professionalità profusa la Società augura al tecnico le migliori fortune. La seduta di allenamento odierna sarà diretta da Roberto Beni”.

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