avallone

  • Il Vianema nato con…gli stuzzicadenti

    Negli appuntamenti legati al Centenario della Salernitana calcio, all’Hotel Mediterranea si è svolta una convention su Gipo Viani ed il vianema dal titolo “Salerno, il Vianema ed il calcio di oggi”, tappa del progetto “Cento per Cento granata”. Con la magitrale conduzione di Franco Esposito e Roberto Guerriero, si sono alternati opsiti di rilievo tra cui Giorgio Viani (figlio di Gipo), Emanuele Calaiò, Salvatore Avallone e l’ex CT ddella Nazionale italiana Gianpiero Ventura. Interessantssimo e curioso il ricordo di Giorgio su come il padre gli avrebbe spiegato il Vianema. “Vi speigo come papà ha fatto la storia” e nel frattempo, presi un pò di stuzzicadenti li spezzò in tre parti e , stesi sul tavolo, spiegò come Gipo avrebbe inventato quel famoso libero in difesa che segnò il cambio e l’innovazione negli schemi calcistici; nato dal bisogno di non prendere gol e frenare le avanzate dlle squadre più forti. I ricordi poi si spostano sul “compariello” (così lo chiamava Gipo) Vincenzo Margiotta, su Valese, Volpe ( i cui figli erano presenti in sala) e all’emozione di vedere il nome del padre nell’ Hall of Fame della FIGC (presente in sala anche Gipo Viani JR). E poi non ha trdito ‘l’emozione di quel ricordo della grande folla che attese la squadra alla stazione quando la Salernitana andò in Serie A.  Ha poi chiuso dichiarando: “Se dovesse essere Ventura l’allenatore della Salernitana, gli auguro di poter raggiungere la promozione che questa gente merita”.

    Quel: “Ci vediamo presto mister…”

    Presa la parola, mister Ventura ha esordito, visto che era vicino a Calaiò”, ricordando quel rigore che l’arciere sbagliò contro la Fermana quando vestiva la maglia del Napoli nel 2005  (partita che finì, quel 16 gennaio, sull’ 1-1). “Avevo i capelli come Little Tony – ha ironizzato simpaticamente Ventura – quando Calaiò si presentò sul dischetto. Quando sbagliò mi fece cadere tutti i capelli”. Sorrisi da parte di tutti i presenti, poi il mister alla fatidica domanda se poteva essere vertiero un suo approdo a Salerno ha risposto che, al di fuori dell’attesa della rsposta del Collegio di Garanzia del CONI e del caso Palermo, con la Salernitana non c’è nulla. Ritornando a Viani e al Vianema, ha ricordato che questa invenzione del libero ha segnato il modo di vedere il calcio; fu una grandissima innovazione per un abbozzo di fraseggio e di compattezza difensiva. A manifestazione conclusa, il Team Menager granata Salvatore Avallone avvicinandosi a mister Ventura con una pacca sulla spalla lo saluta dicendogli: “Ci vediamo presto mister…” lasciando il beneficio del dubbio sulla concreta possibilità di vedere Ventura in “maglia granata”.

     

     

  • La Casa della Salernitanità: inaugurato il club da Colantuono, Micai, Schiavi,Bocalon, Mantovani, Genovese e Avallone

    “Non puoi mancare perché…ad ogni tuo appuntamento, forte è il nostro sentimento”. E’ partito da questo slogan, l’invito alla cittadinanza a partecipare all’apertura de “La casa della Salernitanità”, con sede presso il vicolo Pietra del pesce, nel cuore del centro storico cittadino. Inaugurazione avvenuta oggi alle ore 18, con la presenza di un consistente numero di tifosi granata, di tifosi arrivati anche da Bari, Reggio Calabria e Brescia a sugellare la fratellanza sportiva che orami dura da tanti anni. Uniti dalla passione sportiva, fin dalle ore 16 si sono innalzati al cielo cori e canti dei tifosi che hanno preceduto l’apertura ufficiale della sede benedetta prima del taglio del nastro. Un lavoro encomiabile da parte dei ragazzi del centro storico per aver dato alla luce un vero e proprio museo della Salernitana, una delle più belle sedi mai viste. La Salernitana non ha voluto far mancare la sua presenza ed è intervenuta con una delegazione di tutto rispetto. Sasà Avallone ha presenziato accompagnato da mister Stefano Colantuono, Raffaele Schiavi, Valerio Mantovani, Riccardo Bocalon, Alessandro Micai e Gigi Genovese. Gli stessi hanno consegnato un pallone autografato da tutta la squadra da mettere in bella mostra nella sede. Un ricco buffet e una coreografia con fumogeni granata e cori continui degni della migliore curva sud -Siberiano (ovviamente è stato ricordato più volte il buon Carmine Rinaldi ‘o Siberiano) ha poi concluso la felicissima serata.

  • Ammonizione con diffida e nessuna squalifica per Colantuono, Avallone e Coccia; Un turno a Grassadonia

    Nessuna squalifica per Stefano Colantuono dopo l’espulsione nel secondo tempo della prima partita di campionato Salernitana – Palermo. L’espulsione, ricordiamo, avvenne per aver protestato in modo plateale, ed uscendo dall’area tecnica, contro l’arbitro Abbattista. Solo un’ammenda di 3 mila euro ed un’ammonizione con diffida così come pubblicato sul comunicato ufficiale della Lega di Serie B del 28 agosto 2018 nella riunione tenuta dal Giudice Sportivo avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Carlo Moretti. Nel comunicato viene scritta questa motivazione: “per avere, al 13° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale, uscendo dall’area tecnica; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale; per avere inoltre, all’atto dell’allontanamento, rivolto al Direttore di gara espressioni irriguardose; la prima infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale”.

    Anche il team menager Salvatore Avallone ed il preparatore dei portieri Salvatore Coccia sono stati ammoniti con diffida; il primo “per avere, al 44° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale, uscendo dall’area tecnica; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale” ed il secondo “per avere, al 47° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale”.

    Non è andata allo stesso modo per l’ex difensore granata Gianluca Grassadonia, attuale tecnico del Foggia. Nonostante la roboante vittoria 4-2 contro il Carpi, il tecnico di Salerno ha avuto, oltre l’ammenda di 3 mila euro, anche la squalifica per un turno “per avere, al 34° del secondo tempo, contestato platealmente l’operato arbitrale uscendo dall’area tecnica e urlando all’indirizzo del Direttore di gara espressioni irriguardose; inoltre, all’atto dell’allontanamento, assumeva un atteggiamento minaccioso nei confronti del Quarto Ufficiale al quale indirizzava espressioni irriguardose”. Solo ammonizione per un altro ex granata, attualmente direttore sportivo e responsabile del settore giovanile del Benevento Pasquale Foggia per avere, al 48° del secondo tempo, contestato l’operato arbitrale, alzandosi dalla panchina, dopo essere già stato richiamato in precedenza.

    Quattro sono invece i calciatori squalificati. E’ costata cara la “manata in faccia” per reazione ad un fallo a Gastaldello (Brescia) e Greco (Cremonese) che avranno uno stop di tre giornate mentre saranno fermi per una gara Golemic (Crotone) e Marras (Pescara).

    Prima sanzione per granata Raffaele Pucino e Francesco Di Tacchio e per ALMICI Alberto (Hellas Verona), BELLUSCI Giuseppe (Palermo), BIANCO Raffaele (Perugia), BONAZZOLI Federico (Padova), CAPPELLETTI Daniel (Padova), CREMONESI Michele (Perugia), CRESCENZI Alessandro (Hellas Verona), DE COL Filippo (Spezia), DERMAKU Kastriot (Cosenza), DI CHIARA Gian Luca (Benevento), DOMIZZI Maurizio (Venezia), DRUDI Mirko (Cittadella), FIAMOZZI Riccardo (Lecce), FRASCATORE Paolo (Carpi), GHIRINGHELLI Luca (Cittadella), IORI Manuel (Cittadella), LA MANTIA Andrea (Lecce), MANIERO Riccardo (Cosenza), MECCARIELLO Biagio (Lecce), MURAWSKI Radoslaw Pawel (Palermo), PASCIUTI Lorenzo (Carpi), PEZZI Enrico (Carpi), RAVANELLI Luca (Padova), RICCI Matteo (Spezia), TERZI Claudio (Spezia), TUTINO Gennaro (Cosenza), ZEBLI Pierre Desire (Ascoli).

    Concludiamo con una curiosità; nella premessa del medesimo comunicato si rammenta che “in occasione delle gare disputate nel corso della prima giornata andata sostenitori delle Società Ascoli, Foggia, Perugia e Salernitana hanno, in violazione della normativa di cui all’art. 12 comma 3 CGS, introdotto nell’impianto sportivo ed utilizzato esclusivamente nel proprio settore materiale pirotecnico di vario genere (petardi, fumogeni e bengala). Tale situazione non ha provocato alcun danno economico alle società.

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