fabiani

  • Le colpe di Lotito e la stoccata di de Luca che sa di pentimento

    Il principale artefice delle fortune e delle disgrazie di un’azienda è sempre il suo proprietario. Ciò vale anche nel calcio, sempre meno azienda atipica perchè, purtroppo, il calcolo e l’interesse sono gli unici valori che stanno a cuore, e scusate il gioco di parole, a chi investe in questo sport. Ci sono le eccezioni alla regola, ma sono sempre più rare perchè il calcio è un mondo chiuso, che non vede di buon occhio innovazioni ed elementi di novità: se un presidente ragionasse più col cuore che col portafogli, infatti, quanti affari salterebbero, quante cattive abitudini si estinguerebbero, e si può mai immaginare che chi col calcio vive possa mai tollerare una cosa simile? Non siamo nostalgici e nemmeno vogliamo iscriverci al club degli ultimi romantici, ma siamo certi di una cosa: se nel calcio moderno bisogna ponderare bene ogni spesa, è pur vero che la passione, il rispetto per i tifosi e la dignità non possano scomparire del tutto. Claudio Lotito ha tanti meriti nella gestione della Lazio ed anche nella scalata dalla D alla B della Salernitana, ma ora deve scegliere cosa fare da grande. Le parole di Vincenzo De Luca, che vanno contestualizzate e non sono certo marchiate dal dogma dell’infallibilità, impongono al patron una ulteriore riflessione. Non sono più i semplici tifosi o una parte della pubblica opinione a sollecitare una sua presa di coscienza, ma anche il Governatore, nonchè Sindaco di Salerno all’epoca del bando del 2011, a chiedergli di rilanciare o di girare la palla a qualcun altro. Non sappiamo se ci sia un imprenditore pronto a subentrare al timone della Salernitana, ma sappiamo che, al momento, una gestione minimalista e distaccata quale quella attuale non esercita alcun richiamo, anzi sta producendo una evidente fuga dall’Arechi ed una eutanasia della passione. E’ questo il prodotto del quarto anno di approssimazione ed indifferenza con cui è stata affrontata la serie B da una proprietà che continua colpevolmente a delegare responsabilità tecniche e gestionali ad Angelo Mariano Fabiani che, in quanto plenipotenziario del club, è a tutti gli effetti da invitare a comparire sul banco degli imputati. La principale colpa di Lotito e di Mezzaroma è quella di aver accettato un modo di fare calcio che porterà anche qualche buon risultato a livello economico ma che è superato, obsoleto, grigio e senza slanci e che sta allontanando la gente dalla Salernitana, resa una cosa senza anima e senza sapore da un dirigente che non è in grado di scegliere calciatori di prospettiva, che si affida sempre ad elementi in là con gli anni, che cambia allenatori come se fosse una procedura normale e non eccezionale, che non è riuscito con le sue strategie a creare una base, una ossatura di squadra tale da far sì che, al quarto anno in B, la Salernitana avesse una struttura tecnica valida. Non faremo l’esempio del Cittadella, che a gennaio ha ceduto Strizzolo e lo ha rimpiazzato con Moncini, autore già di sei gol, perchè ci rendiamo conto che quel club è una vera e propria isola felice, ma non si può accettare il fatto che a Salerno sia stato ingaggiato un attaccante che non fa gol, o siano arrivati calciatori che non hanno mai avuto una condizione fisica accettabile, o che ad altri sia stato rinnovato il contratto mentre erano in infermeria da cui ancora non sono usciti. Le colpe di Lotito stanno nell’aver finora avallato tutto ciò, senza mai essersi degnato di spiegare e, soprattutto, di aver consentito a Fabiani di offendere Salerno e quei tifosi che hanno chiesto conto del suo operato. Ora, però, bisogna fare molta attenzione perchè il campionato è tutt’altro che finito. Dopo la sconfitta col Crotone, ora la Salernitana deve conquistare la salvezza e dovrà sudarsela perchè a Livorno non sarà facile ed il Venezia verrà all’Arechi col coltello fra i denti. Come fece nel 2016, Lotto ha pensato di richiamare Leonardo Menichini, che sarebbe stato l’uomo giusto già a dicembre. Il patron ci è ricascato come nel 2014, quando delegò a Mezzaroma e Fabiani la scelta dell’allenatore per il post Perrone. In quell’occasione fu chiamato Gregucci, poi esautorato da Lotito dopo la sconfitta nei playoff col Frosinone. Incassata la quinta sconfitta interna, la quarta dopo l’addio del dimissionario Colantuono, Lotito è chiamato a riprendere il pieno controllo delle operazioni. Ora la Salernitana ha un obiettivo: la salvezza. Chissà se toccherà a Gregucci o a Menichini portare in porto la nave, di sicuro per i patron e Fabiani la piega che ha preso il campionato sa di bocciatura ed impone un sentito mea culpa con tanto di scuse verso la città. Un segnale di apertura, poi, sarebbe la cancellazione della giornata granata o quanto meno il varo di iniziative simpatia in occasione della stessa per riavvicinare la gente alla squadra. Ora c’è da salvare la Salernitana, ma a giugno, quando si celebrerà in tono dimesso il centenario che è diventato una ricorrenza per pochi, bisognerà azzerare tutto. Salerno merita di più. Salerno merita una società ambiziosa, che ragioni anche col cuore e non solo col portafogli, che si apra alla città e che si avvalga in tutti i settori di uomini capaci di un’apertura mentale che, onestamente, in questo quadro attuale non si scorgono.

  • Il Comune affida il Logo del Centenario al Sabatini-Menna, la Salernitana va per altre vie

    Qualche settimana fa c’era stata una conferenza al Teatro del Liceo Artistico Andrea Sabatini dove, alla presenza della Dirigente Scolastica Ester Andreola, del Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese, dell’assessore all’Ambiente e allo Sport Angelo Caramanno e dell’assessore alle Politiche Giovanili e all’Innovazione Mariarita Giordano, il Comune di Salerno aveva affidato agli alunni del Liceo Artistico Sabatini e dell’Istituto d’Arte Filiberto Menna,  la realizzazione del logo e di un video di presentazione in occasione del Centenario della Salernitana. L’idea dell’amministrazione comunale era quella di costruire un percorso insieme alla US Salernitana 1919 e alla cittadinanza verso il 19 giugno 2019. La Salernitana però ha deciso di non sposare in pieno questa idea e tra l’altro era assente alla conferenza. Lo stesso Angelo Caramanno lo fa intendere in un’intervista rilasciata a TV Oggi Salerno al collega Marcello Festa dove l’assessore dice: “Abbiamo invitato la Salernitana, con l’obiettivo di costruire il logo insieme. Poi, è evidente che la Salernitana ha temporeggiato sotto questo punto di vista perché ha idealizzato un percorso diverso da fare in ottica marketing”. E così ancora una volta il sodalizio del terzetto Mezzaroma – Lotito – Fabiani sembra procedere in direzione diversa nonostante il “remiamo nella stessa direzione” ed il “Tutti uniti verso un unico obiettivo”. Si continua così con ognuno che realizza un poprio centenario. Per dirla con le stesse parole del collega Festa, “sembra assistere ad iniziative tutte slegate tra loro senza una regia unica: occasioni spot per attestare la leadership e esaltare il proprio ego”. 

  • Salernitana: mercato allo sprint come da prassi

    La Salernitana si riduce alle ultime ore di mercato, come da consolidata tradizione, per provare a rinforzare la rosa. Angelo Gregucci ha ribadito al patron Lotito la necessità di operare in entrata per colmare alcune lacune, in particolare in attacco. Il ds Fabiani proverà, dunque, a portare a casa almeno un esterno offensivo ed una punta centrale, espressamente richiesti da Gregucci. Per l’attaccante esterno sono due le piste più calde: una porta a Mustacchio del Perugia (che ha sondato Vitale ed ha proposto anche il centrocampista Bianco) e l’altra conduce a Baraye del Parma. Per il ruolo di prima punta, invece, si pensa sempre a Calaiò, ma tutto dipenderà dalle uscite. Il Venezia ha chiesto notizie di Bocalon e potrebbe offrire in cambio Litteri. L’Ascoli, interessato a Pucino, offre, invece, Ganz. La Cremonese continua a seguire Casasola, ma non è disposta a sborsare i due milioni e mezzo chiesti da Lotito per la cessione dell’argentino. Odjer ha prolungato fino al 2021 e sarà girato in prestito ad un club di terza serie. Il Rieti è in pole, ma ci sono sempre Reggina e Sicula.

  • Mercato: Testa a testa col Venezia per Stoian e rispunta Minala

    Il mercato non è ancora entrato nel vivo per la Salernitana. Il club granata ha dato la priorità alla cessione di Tiago Casasola. All’inizio della prossima settimana, il futuro dell’argentino sarà definito: il Verona è in pressing sul calciatore e la Salernitana è entrata nell’ordine di idee di cederlo già a gennaio per realizzare una cospicua plusvalenza. Due milioni di euro è la valutazione fatta dal club granata ed il Verona è disposto a sborsare questa somma, ma solo a giugno. Per adesso, infatti, gli scaligeri propongono un prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione. L’accordo, comunque, si troverà. Il ds Fabiani aspetta segnali dalla Lazio in merito a Djvan Anderson. Intanto, è rientrato dalla Pro Piacenza Kalombo, il quarto esterno destro della rosa granata che, invece, a sinistra annovera il solo Vitale. In bilico Odjer che è richiesto da Entella, Pordenone e Sicula Leonzio. Promessi al Catania, Mazzarani e Palumbo partiranno solo quando Gregucci avrà a disposizione altri centrocampisti. Per questo, si pensa ancora a Joseph Minala che, però, potrebbe tornare in granata solo a titolo definitivo. Il centrocampista del Camerun è legato alla Lazio da un contratto fino al 2021. Dal momento che Gregucci sembra intenzionato ad adottare un modulo in cui dovrebbero essere valorizzati gli esterni offensivi, la Salernitana si è mossa per Stoian, in rotta col Crotone da cui partiranno in molti. Sul rumeno c’è anche il Venezia, ma la società granata pare in vantaggio. Occhio al regista Barberis, anch’egli possibile partente dalla Calabria, che potrebbe tornare utile a Gregucci.

  • La curva Sud fischia la squadra e contesta Fabiani

    Calcisticamente non sarà un buon fine anno per la Salernitana che mastica amaro. Una sconfitta pesante e difficile da digerire,  specialmente perché venuta dopo il doppio vantaggio granata che ha fatto sognare i tifosi. A fine gara fischi alla squadra, sicuramente più di rabbia e sembra che buona parte della Curva Sud Siberiano abbia contestato il direttore sportivo granata Fabiani pronunciando la frase:”Vattene da Salerno”…e poi “Siamo noi la Salernitana”. Non è bastato dunque il cambio del tecnico per “calmare” la tifoseria, alcuni parlano anche di voler disertare lo stadio. Tra due giorni inizierà il nuovo anno e vedremo cosa succederà.

  • La telefonata di Pisano, la denuncia di Fabiani, l’arrivo di Gregucci

    LA TELEFONATA DI PISANO

    Il 20 dicembre 2018 sicurmente si ricorderà, per essere stata una giornata molto concitata. Rossi, Calori, Gregucci, Baroni, De Neri, Calabro e chi più ne ha più ne metta; mentre la piazza si interrogava su chi tra loro potesse diventare il nuovo trainer, una notizia sconvolgente circolava tra pochi eletti ma poi resa pubblica da un’emittente locale salernitana. Era la voce di Giovanni Pisano al telefono con un amico non ancora identificato.La telefonata interessava il tecnico Delio Rossi che, secondo Pisano, si era proposto per la panchina della Salernitana ma era stato “ostacolato” dal no di Angelo Fabiani.
    Queste le parole della telefonata: “Ho sentto il mister ieri e in patrica mi ha detto che avevano provato a far il nome suo a Fabiani e Lotito, tramite una persona che lo gestisce. In pratica Fabiani gleil’ha bocciata subito, ha detto no, no, Delio non ci interessa e devo dire la verità il mister si è pure incazzato e ci è rimasto male. Delio aveva provato a proporsi, però Fabiani a quanto pare gli ha detto che non gli interessava e stanno vedendo uno tra Baroni e Gregucci”. Rese pubbliche queste parole, si è avuta una vera e propria rivolta social con contestazioni e addirittura parole grosse ed offese (che noi assolutamente condanniamo) al direttore dei granata.

    LA REPLICA DI FABIANI

    Sul sito ufficiale della società granata, il DS chiarisce la situazione pubblcando un comunicato, nel quale fa capire che denuncerà tutti coloro che hanno montato ad hoc questa situazione:

    “A seguito della diffusione via internet di una conversazione audio del Sig. Giovanni Pisano ed altro soggetto non identificato, nella quale venivano addebitate al sottoscritto e ai vari vertici societari parole e fatti mai accaduti relativamente all’allenatore Delio Rossi, asseritamente accostato ad un’eventuale ingaggio da parte della U.S. Salernitana 1919; considerato che tale conversazione è stata altresì riportata e trasmessa da un’emittente televisiva locale con commenti da parte dei presenti alla trasmissione medesima; considerato inoltre che nulla di quanto è stato dichiarato corrisponde al vero; ritenuto tale atteggiamento altamente lesivo dell’immagine personale, societaria e della comunità sportiva salernitana, tengo a precisare quanto di seguito: il signor Delio Rossi gode di tutta la mia stima professionale; nessun contatto vi è stato tra lo scrivente e il Sig. Delio Rossi così come nessun contatto vi è stato tra quest’ultimo e la Proprietà né terze persone hanno conferito per nome e per conto del Sig. Rossi con i vertici societari”. Premesso tutto ciò, poiché tale comportamento ha causato e sta causando il susseguirsi di insulti e minacce da parte di svariati soggetti (ignari della verità dei fatti) attraverso profili social (in particolare modo Facebook), sarà conferito mandato ad un legale di fiducia al fine di tutelare l’U.S. Salernitana 1919 e i soggetti coinvolti nelle sedi giudiziarie opportune”.

    ARRIVA GREGUCCI

    La situazione sembra ritornare sui binari della tranquillità e viene mitigta dalla notizia ufficiale dell’arrivo del tecnico tarantino. Dopo l’esperienza della stagione 2013-2014 conclusa con l’eliminazione al primo turno dei play off ad opera del Frosinone e dopo l’esperienza della stagione 2004-2005 nella Salernitana di Aniello Aliberti, per Angelo Adamo Gregucci arriva la terza panchina in granata. L’ufficialità è giunta dopo l’ottenimento del via libera della FIGC. Dunque Gregucci lascia Roberto Mancini e la Nazionale e si trasferisce a Salerno con un contratto fino al 2020 con rinnovo automatico in caso di promozione in serie A.

    Il messaggio di Gregucci su Twitter

  • Fabiani tuona contro lo scarso impegno in campo

    Non sembra affatto soddisfatto il ds granata Angelo Fabiani che, in un’intervista a Radio Bussola 24, ha bacchettato alcuni giocatori granata rei di scarso impegno in campo. “Sembra essere una costante regalare il primo tempo. Anche lo scorso anno si facevano dei primi tempi sotto tono, mentre la squadra veniva fuori sulla distanza” – ha commentato – “spetta a Colantuono vedere quali siano le lacune…Non sono soddisfatto della gara del Via del Mare, ma l’ho detto anche ai giocatori – ha continuato Fabiani – Bisogna essere soprattutto giocatori in partita, poi durante la settimana può capitare di essere sotto tono. Viceversa, non credo si vada molto lontano”. Ha poi concluso rimarcando che chi scende in campo deve dare il 300% altrimenti i ricambi ci sono. Ne vale il rispetto per la società e per i tifosi che fanno migliaia di kilometri.

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