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  • Il gioco delle componenti e quei segnali che aprono scenari nuovi

    di GIGI CALIULO

    C’è un mare di cose da dire. Un frullato di considerazioni figlio di queste ultime settimane in cui nel sottoscritto sono passati per la mente innumerevoli pensieri, forse a causa di quel maledetto virus ch’è il “vecchio” giornalismo, al quale appartengo e del quale vi risparmio l’elenco dei pregi, almeno stavolta, rispetto agli innumerevoli difetti della nuova comunicazione, sicuramente più “orizzontale” ma molto meno autorevole.
    Già, l’autorevolezza: un tempo le parole erano pietre e chi aveva l’onore di fare comunicazione sentiva di avere tra le mani sì uno strumento di “potere” ma soprattutto la responsabilità del fare opinione, massa critica. Ci si dedicava più alla sostanza e meno alla polemica personale. Il nuovo giornalismo è una triste riunione condominiale dove si combatte a colpi di millesimi, dove ci si arrampica per un “posto al sole” gettando esche alla ricerca di un pesce da far abboccare.
    Ed allora chiunque pubblica interviste, lancia hastag (si scrive così?) e ipotizza scenari alimentando nuovi pericolosi focolai di lotta tra Guelfi e Ghibellini…
    Un anno fa ho scelto di aprire su Facebook il blog “Sostiene Caliulo” (diffidate dalle imitazioni e dalle caricature…) con l’unico e solo scopo di provare a fare opinione, sollecitare le menti e provare a dare una “voce” a chi come il sottoscritto ama un giornalismo meno urlato, più di riflessione che di polemica, più Beppe Viola e meno Pierluigi Pardo insomma.
    Non so se ci stia riuscendo ma di una cosa sono certo: Salerno non ha bisogno di fumo negli occhi, di chiacchiericcio tra comari e zitelle acide, di promesse di vendetta e minacce di duelli a distanza.
    Salerno ed il suo popolo hanno bisogno di un risveglio culturale che, complessivamente, tocchi tutte le angolosità delle coscienze abbrutite ed appiattite da un bicromatismo che non ci potrà mai portare da alcuna parte.
    Credo, insomma, che a tutti coloro i quali si lanciano nella delicata missione di “informare” faccia bene una riflessione sul “come” e sul “perché” si debba scrivere o dire certe cose.
    Nel gioco delle componenti i tifosi tornino a ricoprire il proprio ruolo e la stampa (magari facendo tutti un passo indietro) si occupi di valutare con serenità i dati di fatto: quelli fornitici da una squadra che, tra non poche difficoltà di carattere ambientale, sta regalando soddisfazioni e speranze grazie soprattutto al lavoro di Ventura. Un “vecchio” uomo di calcio che ha parlato chiaro, fin troppo chiaro, e ha delineato i punti da raggiungere solo con il lavoro. A cominciare dal risultato sul campo passando per la “ricostruzione” di elementi come Cerci sul quale, ad esempio, la mia componente sta facendo un pessimo lavoro.
    Le ipotesi, amici cari, si formulano in presenza di dati certi, valutando i progressi e i “segnali” nel lungo termine. Esercizio che chi ha fatto il “taccuino” in un quotidiano riesce a comprendere a fondo e che tutti dovremmo riscoprire per evitare “figuracce” e alimentare polemiche su una fisiologica non convocazione.
    E la proprietà? Ha scelto, da qualche settimana, il profilo basso: un silenzio quasi totale che, diciamolo francamente, sta facendo bene al gruppo. Non è la prima volta che la Salernitana è di proprietà di uomini con interessi principali in altre realtà calcistiche: probabilmente i “padroni del vapore” del passato sono riusciti ad “arruffianarsi” meglio la piazza o più semplicemente i risultati degli ultimi 30 anni hanno legittimamente alzato l’asticella. Questo non può né deve rappresentare un freno alle solari e pacifiche ambizioni di chi vuole “lottare” e porsi nuovi traguardi da raggiungere.
    Sono segretamente (ma non troppo…) convinto che questo atteggiamento faccia da preludio a qualcosa di nuovo. Credo che qualcosa possa cambiare perché una deroga non può cristallizzarsi in eterno e perché anche la roccia più dura viene scavata da una goccia costante.
    Ciò che deve essere chiaro a noi tutti, ma davvero a tutti, è che le componenti devono essere viste separatamente.
    La squadra merita il nostro appoggio  incondizionato e non deve subire il “peso” del muro contro muro con la società che, sia chiaro, è democraticamente legittimo e non va criticato da chi (e veniamo al punto finale) come il sottoscritto o chiunque altro ha il compito di fare informazione. Per sostenere una linea ci sono già gli uffici stampa e i portavoce vengono pagati proprio per questo.
    Ah, dimenticavo: stasera c’è il Trapani e una vittoria ci porterebbe a un punto dalla promozione diretta. Sosteniamo questo gruppo, ricordatevi che potremmo avere tra le mani il grimaldello per scardinare il forziere.
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