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  • Salernitana, niente alibi per non fallire

    La sconfitta con il Lecce non è stata certo un fulmine a ciel sereno. Dopo la vittoria di Palermo, infatti, ad un osservatore attento non era sfuggiti gli effetti collaterali dell’impresa del Barbera, rappresentati dalle perdite pesanti (Migliorini e Di Tacchio per squalifica, Akpa per infortunio) cui Gregucci avrebbe dovuto far fronte. E se alla fine il trainer pugliese ha schierato dal primo minuto un più che acciaccato Akpa, questo rende benissimo l’idea della situazione di emergenza che regnava in mediana. Minala è partito dalla panchina per via di una condizione fisica non ottimale, dovuta al fatto che non ha mai giocato nei primi sei mesi della stagione in corso. Di Gennaro è stato mandato in campo nel disperato assalto finale pur non giocando da oltre due mesi e chi ha dovuto riciclarsi in un ruolo non suo, ossia Castiglia, è andato incontro all’ennesima prestazione disastrosa. Ecco perchè, dopo la vittoria di Palermo, Gregucci per primo aveva auspicato l’arrivo dei “nostri”, ossia dei rinforzi. La società non ha provveduto per via dei rigidi paletti del salary cap e, così, il ko interno con i salentini non ha rappresentato una sorpresa, ma solo l’inevitabile conclusione di una settimana di preparazione al match difficile in cui sarebbe stata decisiva la presenza della società. Sul mercato non si è andati oltre l’ufficializzazione dell’ingaggio di Memolla, vice Vitale designato a patto che questi resti a Salerno (c’è Il Perugia in pressing). I risultati del fine settimana non chiudono la porta ai sogni di gloria, ma c’è bisogno che la società intervenga con forza sul mercato. Fino al 31 gennaio c’è la possibilità di farlo. Se Lotito vuole mantenere fede alla promessa di inizio stagione, non v’è altra strada che operare concretamente sul mercato per potenziare centrocampo ed attacco. Se poi non si sarà riusciti nell’impresa a causa del salary cap, questo sarà solo colpa di chi in estate ha speso male e non certo di altri.

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