vittoria

  • Una vittoria che vale doppio, un segnale per il futuro

    di GIGI CALIULO

    Poteva vincere a Benevento e pareggiare in casa contro il Trapani, perché il calcio non sarà scienza esatta ma ti toglie e ti dà con scientifica perversione. Fatto sta che la Salernitana ha centrato il quarto risultato utile consecutivo, la terza vittoria su quattro gare del girone di ritorno, migliorando di un punto il rendimento rispetto all’andata. Sono numeri importanti che certificano un dato che ormai non si può più ignorare: i granata sono ad una sola lunghezza dal secondo posto, ovvero dalla promozione diretta. E se vinci soffrendo anche partite che normalmente lo scorso anno avresti perso, come quella contro i coriacei siciliani, qualcosa vorrà pur dire. E i tre punti contro il Trapani valgono più dei due potenzialmente persi a Benevento: un pareggio casalingo con tutta la sofferenza annessa e connessa avrebbe difatti smorzato un entusiasmo che invece ora ha ragione di esistere.

    Vero è che il campionato è ancora lungo e col passare delle settimane gli avversari giocheranno sempre più come il Trapani di Don Chuck Castori e sempre meno come il Benevento. Altrettanto vero è che la quasi totalità degli scontri diretti dovremo giocarceli lontano dall’Arechi. Ma ormai la sfida è lanciata e l’appetito viene mangiando. Lo sa Ventura, uomo troppo esperto per non capire che si può spingere fino alla fine: e credo lo sappia fin troppo bene anche la società, la cui totale distanza dalla realtà salernitana è forse il miglior edulcorante per questa situazione.
    Certo, la disaffezione resta e nessuno si travesta, ora, da Puffo quattrocchi. L’ambizione, il risultato, l’obiettivo è il fine primario di qualsiasi società di scopo. Quindi è normale che la Salernitana lotti per qualcosa. E che lo faccia fino in fondo. Se oggi registriamo una generale disaffezione il punto nodale non è criticare chi ha scelto in piena libertà di non esserci ma fare in modo che le cose cambino e tutto torni al suo posto.
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